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CHE COS'E' LA BIODINAMICA?
 



COLTIVAZIONE BIODINAMICA, due parole che implicano tutto un modo di vivere, osservare e lavorare la terra. Il suo scopo non è di lasciar fare alla natura ma di fare oltre la natura, cioè di aiutare la natura per ottenere una terra sempre più fertile, della quale possano beneficiare anche le generazioni future, e alimenti vivi di qualità piena che nutrano l'uomo e gli diano salute. Coltivare biodinamicamente non vuol dire applicare in modo meccanico un metodo fisso. Piuttosto si può parlare di un indirizzo per il nostro pensare e agire, che poi svilupperemo secondo le condizioni e i problemi che incontreremo sulla nostra terra.

 

SFRUTTARE LE FORZE NATURALI

La biodinamica viene spesso descritta come un modo di coltivare senza concime chimico e senza veleni. Questi sono però solo gli aspetti secondari di un metodo che prima di tutto è caratterizzato da una cosciente utilizzazione delle forze naturali. Osservando la produzione vegetativa in natura, tre appaiono le espressioni fondamentali di questa forza naturale.

1. La liberazione nella terra di materie nutritive necessarie alla pianta.
2. L'inspirazione dall'atmosfera alla terra per mezzo delle piante.
3. L'autoregolazione che esiste in tutti gli organismi viventi.

Il principio di restituire alla terra quello che si prende non è idea fondamentale della biodinamica ma della chimica. Il principio fondamentale della biodinamica è attivare la vita nella terra in modo che le sostanze presenti nella terra in quantità enormemente superiore al bisogno possono essere liberate e assimilate dalle piante nella misura necessaria. Questo processo naturale si svolge grazie ai lombrichi, ai vermetti e ai microrganismi e ogni intervento deve avere come scopo di proteggere e intensificare questa "microstalla". L'inspirazione di sostanze dall'atmosfera è il secondo processo naturale. Solo in piccola parte (circa l'1%) le piante costruiscono la loro massa vegetativa dalla terra. Per il resto utilizzano anidride carbonica, acqua e azoto, che troviamo nell'humus in grande quantità. Con la costante distruzione e morte vegetativa l'azoto viene messo a disposizione per la vegetazione in crescita.

La presenza di concime chimico frena e disturba questo processo naturale. Con un surplus di azoto nell'humus si rischia lo sviluppo di batteri che liberano l'azoto dalla terra in modo che abbiamo una perdita di azoto invece di un'inspirazione.

Un terzo processo naturale caratterizza tutti gli organismi viventi e i sistemi ecologici: l'autoregolazione ovvero l'adattamento alle condizioni esterne; quello che di solito chiamiamo l'equilibrio della natura. Lo incontriamo nel nostro corpo capace di guarire oppure di resistere alle malattie. Lo incontriamo nei nostri muscoli che si rafforzano usandoli e nella nostra pelle che si ispessisce dove viene consumata. Viceversa, questa caratteristica è del tutto assente nel mondo inorganico dove il prolungato uso porta alla distruzione, non alla costruzione.

Nel nostro metabolismo il processo di autoregolazione viene influenzato e guidato da sostanze presenti in quantità minima, per esempio vitamine, ormoni, enzimi e microelementi. Mangiando determinati alimenti noi possiamo influenzare il nostro metabolismo e la nostra salute.

Anche nella terra noi troviamo questo processo di metabolizzazione di sostanze organiche e possiamo aiutarlo e migliorarne l'efficacia attraverso accorgimenti specifici quali l'impiego della rotazione, del cumulo e dei preparati biodinamici che altro non sono che strumenti per rafforzare la capacità autoregolatrice della terra, delle piante e dell'azienda agricola nel suo complesso.

 

 

L'AUTOSUFFICIENZA, IDEALE DI UN'AZIENDA

Ogni azienda agricola è un'impresa biologica. Sulla terra nessun organismo vivente sopravvive se non in simbiosi con altri esseri viventi. Così l'uomo e gli animali espirano l'anidride carbonica necessaria alla vita vegetativa, mentre le piante producono l'ossigeno necessario all'uomo e all'animale. Le piante hanno la capacità di assorbire sostanze inorganiche e trasformarle in sostanza organica &endash; fare pane dai sassi. L'uomo e l'animale fanno il contrario, assorbono sostanze organiche, le distruggono e le mineralizzano. L'azienda biodinamica mira a diventare un'unità biologica autosufficiente, dove si trovano in equilibrio terra, vegetazione, animali, uomini. Bisognerebbe cercare di produrre tutto quello che serve per l'azienda all'interno dell'azienda stessa. Un numero proporzionato di animali è di grande aiuto in questo senso.

All'interno dell'azienda dovrebbero circolare grandi quantità di sostanze animali, vegetali e minerali. E come in un organismo vivente, i processi che si svolgono dovrebbero avere una certa forza per mantenere la salute e la produttività. Si tratta quindi di lavorare attivamente per stimolare questi processi e in primo luogo l'attività biologica nella terra e quindi la fertilità. Le leguminose, il sovescio verde, il compost che agirà come un fermento nella terra, il drenaggio e l'aratura per ottenere il giusto equilibrio fra aria e umidità nella terra, l'uso dei preparati biodinamici, sono tutte parti di questo lavoro cosciente.

Come abbiamo già detto la biodinamica non è un metodo da applicare meccanicamente ma un modo di pensare e di agire che non solo utilizza le forze naturali ma che arriva ad aiutare e stimolare la natura stessa grazie alla conoscenza dei processi vitali che vi si svolgono.

Tratto dal sito:  http://www.rudolfsteiner.it/